lunedì 1 aprile 2013

IL PAESE DELLA POLEMICA


IL PAESE DELLA POLEMICA


"Il paese della polemica". L' Italia della polemica, pressapochismo, superficialità, sprezzo delle regole e regolamentazioni.


Premetto che in questo blog non voglio fare politica, ma essendo aperto questo a vari aspetti culturali e sociali, prendendo spunto dalla realtà che mi circonda, navigando su internet e confrontandomi con le persone, insomma vivendo in un contesto sociale non posso fare a meno di notare e interessarmi anche di materie diverse estendendo la parola cultura.

Io credo che l'Italia sia proprio “il paese della polemica e della lamentela.”
C'è molta tendenza a polemizzare le posizioni, le idee.
Si è sempre polemizzato in passato.
Vediamo cos'è la polemica: guerra verbale, dove i contendenti si attaccano a vicenda su posizioni ideologiche diverse, su fatti od opinioni, ma può continuare con botta e risposta fino ad attaccare la persona in sé, andando oltre le argomentazioni e i fatti.



Tipica dell'interazione polemica è la sua dimensione bellica come si può ritrovare tanto in un monologo quanto in un dialogo come il seguente: Durante l'interazione verbale, diventano sempre più oggetto di discussione non i fatti, ma le parole appena pronunciate dal contendente; tra l'altro è frequente il fenomeno retorico della riformulazione peggiorativa delle parole dell'avversario. Nell'esempio, ciascuno dei contendenti le incorpora nel proprio discorso, le indica o le riformula con l'intenzione deliberata di metterle in ridicolo, di rifiutarle, o perlomeno di riutilizzarle ai fini argomentativi opposti. Segue un esempio goldoniano:
MARCHESE: Io sono il Marchese di Forlipopoli.
CONTE: Ed io sono il Conte d'Albafiorita.
MARCHESE: Sì, Conte! Contea comprata.
CONTE: Io ho comprata la contea, quando voi avete venduto il marchesato.
MARCHESE: Oh basta: son chi sono, e mi si deve portar rispetto.
CONTE: Chi ve lo perde il rispetto? Voi siete quello, che con troppa libertà parlando...
MARCHESE: Io sono in questa locanda, perché amo la locandiera. Tutti lo sanno, e tutti devono rispettare una giovane che piace a me.
(GoldoniLa locandiera, primo atto, prima scena)
Da sola, comunque, la ripresa del discorso avverso non basta a caratterizzare un discorso come polemico, dato che si può ritrovare in qualunque discussione animata. Man mano che il discorso procede, si delinea con maggior chiarezza quello che è il principale tratto distintivo della polemica, della "guerra": partendo dai fatti e dalle parole si tende a parlare delle persone con l'intento di screditarle. Esempio sempre dalla stessa scena:
MARCHESE: Oh bene. Voi non farete niente.
CONTE: Io no, e voi sì?
MARCHESE: Io sì, e voi no. Io son chi sono.
Tipico di un discorso polemico arrivato ai ferri corti è il servirsi di enunciati la cui natura è ormai impoverita, in quanto le asserzioni e le controasserzioni non hanno praticamente più nessuna natura argomentativa (voi non farete niente) o sono addirittura tautologiche (son chi sono). È peraltro chiaro che la successione degli argomenti (fatti → parole dell'avversario → avversario) non deve necessariamente essere stringente."
 >>Tratto Da Wikipedia.



Dunque continuando a sostenere le proprie posizioni e polemizzando contro gli avversari, spesso si finisce per allontanarsi dai fatti perdendo di vista il ragionamento, sempre se c'è n'è uno, e perdendosi in attacchi senza un fondamento logico o quasi o per il gusto di screditare o attaccare in uno sfogo, magari anche di rabbia o di malumori repressi contro quella particolare persona , o del suo modo di agire o di pensare. Soprattutto in politica questo atteggiamento porta a conflitti che hanno risultati ben poco costruttivi, disperdendo tempo ed energie.
Leggendo o sentendo le notizie sui giornali, nei media, ci si accorge spesso come la polemica su molti fatti e avvenimenti prenda il sopravvento sulla notizia in sé, a volte sconvolgendo i fatti o allontanandosi dal problema.

Sicuramente alla base della polemica c'è insoddisfazione e malumore, stati d'animo purtroppo molto presenti negli italiani negli ultimi tempi; chi vive in Italia si accorge ben presto delle problematiche inerenti alla burocrazia e agli enti istituzionali, dove le lungaggini e la poca efficienza sono all'ordine del giorno; uniamo il pressapochismo che contraddistingue il modo d'agire italiano, l'insofferenza alle regole delle persone, e un sistema burocratico e legislativo che peggiorano questo atteggiamento vista l'imprecisione e la complessità delle regolamentazioni da seguire.

In definitiva, un approccio più costruttivo nei confronti del mondo, del paese, un'apertura verso le idee e le persone che la pensano diversamente, provare a capire o mettersi nei panni degli altri pur mantenendo le proprie opinioni è un atteggiamento secondo me positivo; il confronto , il dialogo prendendosi il tempo di comprendere i punti di vista portano a qualcosa di nuovo, a un arricchimento da parte di tutti.